Il mal di schiena in viaggio può comparire soprattutto durante lunghi spostamenti in auto, treno o aereo. In estate, tra vacanze e trasferimenti, trascorrere molte ore nella stessa posizione può favorire la comparsa di dolore o rigidità nella zona lombare. È importante però ricordare che stare seduti non significa necessariamente danneggiare la schiena e che non esiste una singola postura “perfetta” valida per tutti.

1. Cerca una posizione comoda
Durante il viaggio è preferibile adottare una posizione confortevole e sostenibile. In auto, regola il sedile in modo da raggiungere facilmente volante e pedali e utilizza lo schienale come supporto. Più che cercare di mantenere rigidamente una determinata postura, può essere utile variare leggermente la posizione nel corso del viaggio, seguendo le proprie sensazioni.

2. Fai qualche pausa
Nei tragitti più lunghi è consigliabile approfittare delle soste per camminare qualche minuto, muovere le gambe e interrompere periodicamente la posizione seduta. Non esiste un intervallo ideale valido per tutti: l’obiettivo è evitare di rimanere immobili per molte ore consecutive. Se compare mal di schiena in viaggio, alternare la seduta a brevi momenti di movimento può contribuire a ridurre la sensazione di rigidità e migliorare il comfort.

3. Continua a muoverti
In presenza di mal di schiena, il riposo prolungato generalmente non rappresenta la strategia più indicata. Le principali linee guida internazionali suggeriscono, quando possibile, di mantenere le normali attività adattandole all’intensità dei sintomi. Muoversi non significa ignorare il dolore, ma individuare un livello di attività adeguato e tollerabile.

4. Non servono esercizi complessi
Durante una sosta può essere sufficiente una breve camminata o qualche movimento dolce della schiena e degli arti inferiori. Non esiste un singolo esercizio adatto a tutti: il movimento dovrebbe essere eseguito senza forzare e adattato alle proprie capacità e sensazioni.

5. Gestisci con attenzione i bagagli
Nel sollevare una valigia pesante può essere utile avvicinare il carico al corpo, utilizzare entrambe le mani ed evitare movimenti eccessivamente bruschi, soprattutto se non si è abituati a quel tipo di sforzo. Questo non significa però dover temere di piegare la schiena: l’obiettivo è gestire il carico in modo adeguato alle proprie capacità fisiche.

6. Dolore non significa necessariamente danno
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 90% delle lombalgie viene classificato come non specifico, ovvero senza una singola causa anatomica chiaramente identificabile. La comparsa di dolore dopo molte ore di viaggio non significa quindi automaticamente aver provocato una lesione alla colonna vertebrale.

7. Quando rivolgersi a un professionista?
Se il mal di schiena in viaggio persiste anche dopo il rientro, tende a ripresentarsi o limita il lavoro, lo sport e le normali attività quotidiane, può essere utile effettuare una valutazione fisioterapica. È invece opportuno rivolgersi rapidamente a un servizio sanitario in presenza di perdita di controllo di vescica o intestino, alterazioni della sensibilità nella zona perineale, debolezza progressiva degli arti inferiori o dolore comparso dopo un trauma importante.

Fonti scientifiche di riferimento: World Health Organization (WHO), NICE e Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione sanitaria individuale – Immagine illustrativa generata con AI.